venerdì 21 maggio 2010

OSCAR TORIBIO SOSA

OSCAR TORIBIO SOSA
Tra Argentina e Italia
“Sono uno straniero in Italia e, come per tutti gli stranieri, un mistero ci avvolge: non si sa da dove veniamo e non si sa cosa abbiamo fatto nel nostro passato”.
Ha esordito così, giovedì 20 maggio, Oscar Toribio Sosa, l’architetto argentino che, nel corso della serata, ha provato a svelare quel “mistero” e quella curiosità che lo accompagnano -in quanto architetto argentino in Italia- e a spiegare l’ardua ricerca che ha dovuto compiere nel corso degli anni per trovare la sua identità.

Una ricerca per nulla semplice, come spiega l’Architetto, “a volte ostacolata dalla mia condizione di straniero” : è stato, infatti, uno spaesamento ad accompagnare i primi periodi dell’architetto in Italia, spaesamento che, gradualmente, ha lasciato il posto ad una progressiva familiarizzazione con il contesto che lo circondava.
Il primo progetto realizzato da Sosa in Europa è stata la Casa Ferracini, a Giubiasco, in Svizzera: in questo caso il suo lavoro si stava adeguando all’identità svizzera improntata verso un' ossessiva ricerca dell’originalità. “Quello in Svizzera”, spiega l’Architetto, “è stato un passaggio fondamentale per la formazione della mia identità anche se attualmente non lo condivido”.

La ricerca di Oscar Toribio Sosa è continuata poi tra Argentina e Italia e ha percorso strade diverse, per giungere alla chiara teorizzazione di un’ idea concreta di architettura, basata sul rifiuto del concetto di architettura come arte: “l’architettura è solo un’attività di servizio” afferma Sosa, “gli edifici sono come scatole, non importa la bellezza, ma la funzionalità.”Una sorta di dichiarazione di poetica architettonica, dunque, una teoria che Sosa ha messo in pratica sia in Argentina che in Italia. Per le residenze popolari di Saronno e i complessi residenziali di Arolo di Leggiuno, così come per le case costruite a La Plata, in Argentina (Casa Haramboure, Casa Lombardi,Casa Teruggi e Gran Bell) l’approccio che guida la mano dell’architetto è sempre stato di tipo umanista, orientato a rendere le case più confortevoli attraverso una sorta di schema spesso ripetuto: la zona orientata a nord è chiusa con locali che fanno da cuscino e con poche finestre, mentre quella orientata a sud è aperta per far entrare luce e calore; gli spazi sono aperti e le soluzioni per lo più tradizionali.

Nel suo percorso, inoltre, Oscar Toribio Sosa si è dovuto confrontare con numerosi vincoli architettonici, considerandoli non tanto come ostacoli, quanto come opportunità da interpretare. E talvolta, dove i vincoli non c’erano, Sosa se li è creati da solo; è il caso del progetto per l’Hotel di Ushuaia, in Argentina, la città più a sud del mondo: il vincolo con il quale l’Architetto ha deciso di rapportarsi è stato il sole: l'idea era infatti di creare una struttura che fosse esposta alla luce per tutto l’anno, dato il clima rigido che avvolge costantemente la città.
Tra Argentina e Italia, tra numerosi studi, progetti, concorsi e realizzazioni, l’identità architettonica di Toribio Sosa si è lentamente plasmata attraverso gli ostacoli e le opportunità che gli si sono presentati nel tempo.
E se da giovane apprendista Sosa pensava all’architettura come ad un “sudoku, in cui ogni variabile può funzionare insieme alle altre con una sola soluzione”, ora, da architetto maturo, guarda all’architettura come ad un “tangram, in cui variabili differenti possono essere unite anche con molteplici soluzioni” perchè, in fondo, come egli stesso afferma concludendo la serata, “questa è la bellezza dell'architettura: riuscire a globalizzare un’infinità di variabili, giocando con esse per trovare continuamente nuove soluzioni”.


CURRICULUM VITAE
Oscar Toribio Sosa nasce a La Plata, in Argentina, nel 1953.
Si è laureato in Architettura all'Università di La Plata nel 1981, dove ha insegnato Progettazione Architettonica fino al 1990. Si è laureato al Politecnico di Milano nel 1991, dove ha svolto l’attività accademica come docente nei corsi di postgrado del Dipartimento Tecnico.
Ha partecipato alla "Bienal de Arquitectura de Buenos Aires" negli anni 1985, 1989.

E' stato scelto tra gli architetti più rappresentativi dell’America Latina per partecipare alla mostra internazionale "Architecture in Latin America" New Orleans, USA 1987. Ha fatto parte dello Studio "M.D.M. Architetti" di Lugano, Svizzera, prima di stabilire il proprio studio professionale a Laveno, Italia. In riferimento alla sua opera urbanistica ed architettonica gli viene conferito dall’ Istituto Autonomo Case Popolari ( IACP, attuale Aler) nell’anno 1994, il primo posto in graduatoria, tra settecento professionisti della Provincia di Varese, in merito “alla notevole qualità dell’architettura con particolare attenzione al disegno urbano, con delle soluzoni tipologiche che appaiono originali e innovative. Curriculum esauriente sia per la ricerca progettuale sia per la qualità professionale.”
Tra le opere di maggiore rilievo eseguite in Italia si citano: un complesso residenziale-commerciale e terziario a Renate, Milano; un edificio residenziale per anziani a Saronno, Varese; il piano urbano del traffico e l'arredo urbano della piazza di Olgiate Molgora, Lecco, diversi complessi residenziali.


Ha realizzato diversi progetti in Argentina, tra i quali l'edificio per la Telecom di Spagna, e un centro alberghiero-commerciale localizzato nella città di Ushuaia, Tierra del Fuego. Suoi progetti sono stati pubblicati in Argentina, in Svizzera ed in Italia. Ha scritto articoli riguardanti aspetti dell’architettura e della città.
La sua opera si caratterizza per una continua ricerca progettuale nel campo dell’architettura e del territorio. Il “contrasto inclusivo” è la chiave d’identificazione della sua opera, contrasto che viene concepito non come ricerca dell’inconsueto morfologico, ma come modalità di scambio con il contesto del quale apprende gli indirizzi e le suggestioni strutturali che saranno alla base della propria progettazione. Così facendo il risultato architettonico sarà innovativo pur rispettando profondamente la tradizione ed il contesto. La ricerca nel campo dell’architettura eliotermica è presente in ogni suo progetto sin dagli inizi della sua attività professionale, cioè dalla tesi di laurea fino all’ultimo progetto realizzato.

Per vedere la versione integrale del VIDEO vai al seguente link: http://www.youtube.com/user/Ordinevarese#p/c/8D4CDB2E3B7A9B0F/0/HX0M-MnixR4

0 commenti:

  © Blogger template 'Minimalist E' by Ourblogtemplates.com 2008 - Powered by delresign - CommunicationDesign+Web

Back to TOP