venerdì 29 ottobre 2010

POSTCARDS FROM THE NETHERLANDS_ PRIMA SERATA

Olanda-Italia, andata e ritorno

Lo "scambio creativo" tra Italia e Olanda è ufficialmente iniziato. Martedì 26 ottobre, a inaugurare la rassegna di serate intitolate "Postcards from the Netherlands", sono stati due architetti italiani residenti in Olanda, Silvio Carta e Stefano Milani.
La conferenza si è delineata come una sorta di grande introduzione alle serate successive in cui verranno descritti i lavori che alcuni architetti olandesi hanno realizzato in Italia e le opportunità per gli architetti italiani in Olanda. Un reciproco scambio di idee e approcci caratterizzerà dunque questo ciclo di conferenze che si concluderà a dicembre.
La prima serata si è aperta con un'ampia descrizione dell'attuale panorama architettonico olandese e italiano.
Se il problema principale dell' Olanda è che i giovani architetti fanno fatica a trovare spazio per poter crescere, per l'Italia, i relatori parlano di una fase riflessiva, un momento in cui si sta cercando di capire che direzione sta prendendo l'architettura.
I relatori si sono soffermati poi sulla "forma mentis" degli architetti italiani, quella "griglia di parametri" forse troppo rigida e a volte non adatta a realizzare un valido approccio con gli architetti stranieri.
In tal senso, gli architetti olandesi che presenteranno le serate future potranno chiarire al meglio le opportunità e le difficoltà incontrate nelle relazioni con gli architetti italiani.
Durante la serata è stata quindi presentata con una carrellata di immagini tratte dalla storia dell'arte olandese, immagini caratterizzate da un'estrema naturalezza, da un approccio antiaccademico, descrittivo e pragmatico, elementi che si riflettono anche nell'architettura olandese. E' il paesaggio, infatti a determinare l'architettura olandese, e non il contrario: gli architetti devono sempre confrontarsi con la particolarissima conformazione del territorio olandese, costituito da isole circondate da canali e l'architettura deve fare i conti continuamente con questioni tecniche e con il suo impatto sull'ambiente.
Adattare il sistema dei canali come opportunità, pensare al paesaggio agricolo quale parte integrante del territorio, inserirsi nel paeaggio trovando spazi nuovi: questi e molti altri sono i punti fondamentali su cui gli architetti olandesi stanno cercando di intervenire e che, nelle prossime serate, verranno approfonditi e chiariti.

Per visualizzare la versione integrale del video, vai al seguente link:
http://www.youtube.com/user/Ordinevarese?feature=mhum#p/c/0/2kcEOlwWZW0


"Architettura & Public Art"

Dal pubblico, per il pubblico
Lunedì 25 ottobre, nel secondo incontro organizzato dal Gruppo Giovani Architetti di Varese, l'architettura si è confrontata con un genere di arte molto particolare e recente, la Public Art.
Ospite della serata, il sodalizio artistico M.me Duplok, che ha catturato l'attenzione dei presenti grazie ad una spiglaita e divertente conversazione.
E così, tra una chiara spiegazione del concetto di arte pubblica, qualche immagine delle opere del gruppo e una simpatica performance, la serata è volata.

Come prima cosa, M.me Duplok, ha delucidato ai presenti i punti fondamentali che caratterizzano un'opera di Public Art. A distinguere un intervento di Public Art da un'opera pubblica qualsiasi, è anzitutto la specificità del luogo in cui essa viene realizzata: un'opera di Public Art è sempre site specific, ovvero ha senso solo ed esclusivamente in un determinato luogo. Il luogo in cui viene realizzata l'opera, inoltre, non è da considerarsi quale spazio espositivo, ma come parte integrante dell'esposizione. Infine, la Public Art è tale perchè uno degli elementi che la costituisce e la definisce è il pubblico, non più solo spettatore, ma vero e proprio protagonista.

Una volta definito il concetto di Public Art, M.me Duplok ha proseguito con una carrellata di immagini delle opere realizzate: da uno stuolo di ombrelli colorati piantati in un prato di Bergamo per dar vita all'opera "All'ombra degli ombrelli in fiore", ai tombini colorati di verde nelle strade di Gallarate per la rassegna ZAT nel 2004, sino ai segni di un'improbabile frenata della simpaticissima opera dal titolo "Frena!!", gli esempi di interventi illustrati dal gruppo artistico nel corso della serata hanno reso perfettamente l'idea di un'arte "gettata nel pubblico", un'arte relazionale, che si insinua nella città e la trasforma, anche solo per un attimo, lasciando il segno di un passaggio talvolta ironico, spesso riflessivo, in ogni modo creativo.


E per fare un esempio concreto di Public Art, M.me Duplok ha riproposto per l'occasione un'opera realizzata in passato: a "eseguirla" sono stati gli stessi giovani architetti, chiamati a scambiarsi, reciprocamente, a coppie, degli oggetti personali, poi insacchettati sotto vuoto e firmati da M.me Duplok.
Un segno di Public Art, dunque, M.me Duplok è riuscita a lasciarlo anche nella sede dell'Ordine Architetti di Varese, o meglio, nel ricordo e tra le mani dei giovani presenti alla serata divenuti, per un attimo, protagonisti di un intervento artistico, attori di un'arte che vive con il pubblico, per il pubblico, nel pubblico.


Per vedere la versione integrale del video, vai al seguente link:http://www.youtube.com/user/Ordinevarese?feature=mhum#p/u/9/lw-E7rLM_3A

mercoledì 13 ottobre 2010

CONFERENZA SCIA

Il 27 settembre, presso l'Ata Hotel di Varese si è tenuta una conferenza dedicata alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività: con l'entrata in vigore della legge 30 luglio 2010 n.122, infatti, è profondamente innovata la disciplina generale della dichiarazione di inizio attività contenuta nell’art. 19 l. 241/90, che viene sostituita con l’istituto della "segnalazione certificata di inizio attività" o "scia", quale titolo abilitativo per l’espletamento di determinate attività.
Il Consiglio dell'Ordine degli Architetti P.P.C. di Varese, con l'intento di favorire un costante aggiornamento per i propri iscritti, ha promosso un convegno rivolto a tutti i Professionisti al fine di comprendere il neonato istituto, le relative potenzialità e criticità.

Di seguito trasmettiamo un testo realizzato dall'Avvocato Vitella, uno dei relatori della conferenza. (Per scaricare il materiale relativo alla conferenza, rimandiamo al seguente link: http://www.ordinearchitettivarese.it/ViewNews.aspx?nid=2097&pid=1)

Trasmetto la comunicazione della Direzione Generale Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia in punto di scia.
Rilevo che la Regione è dell'avviso espresso al Convengo anche dal sottoscritto per cui la scia non sostituisce integralmente il P.C. e la D.I.A. Pertanto, "sono cinque le procedure edilizie operative nella nostra Regione a far tempo dal 31 luglio 2010 per i diversi interventi, secondo la seguente articolazione:
1. Permesso di costruire per tutti gli interventi edilizi, nonché per i mutamenti di destinazione d’uso di cui all’art. 52,comma 3 bis, della L.R. n. 12/2005;
2. Denuncia di inizio attività (DIA) alternativa al permesso di costruire di cui al punto 1), fatta eccezione per gli interventi di cui al p.to 3, assoggettati in via principale a SCIA, nonché per i nuovi fabbricati in zona agricola e per i mutamenti di destinazione d’uso di cui all’art. 52, comma 3 bis, della L.R. n. 12/2005, assoggettati unicamente al permesso di costruire;
3. SCIA per tutti gli interventi non previsti dagli artt. 6 e 10 (per quanto, quest’ultimo, disapplicato in Regione Lombardia) del D.P.R. n. 380/2001, più precisamente: - interventi di manutenzione straordinaria non liberalizzati, ovvero eccedenti rispetto alla previsione di cui all’art. 6, comma 2, lett. a) del D.P.R. n. 380/2001, - interventi di restauro e di risanamento conservativo, - interventi di ristrutturazione edilizia “leggera”, ovvero non rientranti nella fattispecie di cui all’art. 10, comma 1, lett. c), del D.P.R. n. 380/2001;
4. Comunicazione asseverata per gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art. 6, comma 2, lett. a) del D.P.R. n. 380/2001;
5. Comunicazione per le opere di cui all’art. 6, comma 2, lett. b) - c) - d) - e) del D.P.R. n. 380/2001."

venerdì 8 ottobre 2010

CONFERENZE LUCE: PROPONI L'ARGOMENTO DA TRATTARE!

AL PUBBLICO LA SCELTA!
Il ciclo delle conferenze sulla tematica della luce continua. Dopo aver affrontato, nel primo incontro, le basi di illuminotecnica, mercoledì 6 ottobre i lighting designer Romano Baratta e Tommaso Zarini hanno mostrato ai presenti gli step da seguire per proporre un buon progetto illuminotecnico.
Dalla spiegazione su come consultare i cataloghi per scegliere al meglio gli apparecchi di illuminazione, passando alla norme del CEI (Centro Elettronico Italiano) e dell'UNI (Istituto Nazionale di Unificazione) da tener sempre presente, sino alla presentazione di esempi di progetti negativi e positivi, i due giovani professionisti hanno dato ai presenti ottime indicazioni e importanti consigli per realizzare dei progetti illuminotecnici a regola d'arte.
(Per scaricare le tematiche affrontate nel corso delle serate, vai al seguente link http://www.ordinearchitettivarese.it/ViewNews.aspx?nid=2053&pid=1)

Ora, però, tocca al pubblico proporre gli argomenti da affrontare durante le prossime conferenze.
Per facilitare la scelta, i giovani lighting designer hanno individuato alcune tematiche -che troverete qui sotto-da selezionare attraverso i commenti del blog (effettuabili anche in maniera anonima). Le conferenze verranno dunque organizzate in base alle preferenze del pubblico.

Ecco alcuni argomenti trattabili: a voi la scelta!

_ ILLUMINAZIONE DEI LUOGHI DI CULTO

_ PIANI DELLA LUCE (COME ILLUMINARE LE CITTA')


_ BENEFICI DI UNA BUONA ILLUMINAZIONE (SCUOLE, OSPEDALI, UFFICI, ECC.)

_ COME ILLUMINARE UNA CASA

_ ILLUMINAZIONE DEL RETAIL


_ ILLUMINAZIONE DEI MONUMENTI

_ LED


_ ILLUMINAZIONE DEL VERDE

mercoledì 6 ottobre 2010

SERATA GAV: "Architettura & Ri..Art"

Una 'contaminazione ecologica'
Il Gruppo Giovani Architetti di Varese (riassunto nell’acrostico GAV), nato pochi mesi fa con l’intento di raccogliere curiosità ed esigenze dei giovani professionisti del campo, si è ufficialmente presentato al pubblico lunedì 4 ottobre, inaugurando il ciclo di serate dedicate al legame tra l’Architettura e le altre forme d’arte.
Ospite, nonché relatore della serata, Ivo Stelluti, artista che modella le sue opere con materiali di recupero e scarti di lavorazioni industriali; titolo della conferenza, “Architettura & RiArt”.
L'importanza del riciclaggio e dell'ecosostenibilità infatti, sono stati al centro del “viaggio esperienziale”, che il giovane artista ha mostrato ai presenti durante la serata, mostrando come questi elementi abbiano coinvolto tutte le sfere di interesse della sua vita, dal lavoro, all’arte, dall’architettura alla poesia.
Tanto per cominciare, Ivo, oltre ad essere un artista, è un tecnico in materia di igiene industriale, ovvero analizza i materiali scartati e trova il modo per dar loro una nuova utilità. E, come nella vita quotidiana, così nell’arte, adotta la tecnica del riciclo e quella del riutilizzo per ottenere opere per così dire, ‘lunari’, nuovi mondi, realizzati con poliuretano espanso, hardware di vecchi computer, scarti di plastica, vernici che non danneggiano l’ambiente, e colori diluiti direttamente con la pioggia. Recupero degli scarti e attenzione al rispetto per l’ambiente sembrano paradossalmente “contaminare” anche le altre forme d’arte di cui Stelluti si serve, come la poesia e la musica: nel corso della serata l’artista diventa improvvisamente poeta, leggendo versi scritti da lui, odi alla natura e alle “Nuove Esplosioni Sensoriali”, e infine si tramuta in un dj dai tratti magici, suonando un theremin realizzato interamente con materiali di scarto.
Accanto alla sua esperienza personale, Ivo traccia anche una panoramica di come l’ecosostenibilità possa riflettersi in vari campi, tra cui la moda, il design, e soprattutto, l’architettura: mostrando immagini del Zentrum Paul Klee di Berna, della Città dell’Arte di Valencia e della Fondazione Beyeler di Basilea, l’artista riflette sulla bellezza e funzionalità di strutture, come queste, che si integrano perfettamente con la natura, senza recare eccessivi danni a livello ambientale ed estetico.
Nel percorso tracciato da Ivo Stelluti, una sorta di viaggio tra scienza, arte, architettura, musica e poesia, sembra essersi diffusa una vera e propria ‘contaminazione ecologica’ che lega tutte le forme artistiche con l’intento di trovare nuovi approcci ecosostenibili perché, come afferma Stelluti, citando il filosofo Leibniz, “bisogna cercare di vivere nel migliore dei mondi possibili”.

lunedì 4 ottobre 2010

PRIMA CONFERENZA SUL TEMA DELLA LUCE

Modellando la luce...
“Lavorare con la luce significa avere una materia in mano, bisogna conoscerla bene per modellarla e per poterla usare al meglio”: le parole di Tommaso Zarini, relatore insieme a Romano Baratta, della prima conferenza sul tema della luce, svoltasi all’Ordine Architetti di Varese mercoledì 29 settembre, riassumono perfettamente il messaggio che i due giovani lighting designer hanno lanciato ai presenti all’incontro: realizzare un progetto illuminotecnico non vuol dire solo arredare con lampade di marca uno spazio, ma significa conoscere alla perfezione un vero e proprio microcosmo, quello della luce, ricco di molte opportunità, ma anche di numerose regole e limiti. “Per realizzare un progetto di questo genere” spiega Romano Baratta, “è necessario conoscere la fisica della luce, l’ottica, le sorgenti luminose, gli apparecchi di illuminazione che il mercato offre, le tecnologie nello sviluppo e nella gestione della luce e naturalmente studiare il luogo da illuminare e comprenderne le esigenze, conoscere le necessità della clientela e sviluppare delle idee iniziali. Solo successivamente si passa alla disposizione dei corpi illuminanti e al calcolo illuminotecnico.” Questi e molti altri, gli elementi che, nel corso della serata, i due relatori hanno saputo illustrare al pubblico con chiarezza e precisione, attingendo alle basi dell' illuminotecnica.
Dalle grandezze della luce (flusso luminoso, intensità della luce, illuminamento e luminanza) alle fonti di luce (lampade ad alogeni, lampade fluorescenti compatte, lampade fluorescenti lineari, lampade ad alogenuri metallici e led), senza dimenticare i concetti di temperatura di colore e resa cromatica e mostrando esempi di progetti negativi e positivi, Tommaso Zarini e Romano Baratta hanno permesso a tutti i presenti di addentrarsi nell’universo della luce, scoprendo particolari e dettagli che saranno di grande utilità sia nella vita quotidiana che a livello professionale. Non ci resta che attendere di essere illuminati nelle successive conferenze.

BIOGRAFIE
ROMANO BARATTA
Romano Baratta si laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano in scenografia e si specializza in Lighting Design seguendo un Master FSE. Dal 2008 è amministratore e progettista illuminotecnico dell'azienda Lighting Lab con sede a Gallarate.
TOMMASO ZARINI
Laureato in Disegno Industriale presso la facoltà di architettura del Politecnico (2000) con successiva specializzazione in Lighting Design all’Accademia di Belle Arti di Brera, Tommaso Zarini si occupa di ingegnerizzazione e progettazione di soluzioni per la luce. Ė stato docente di lighting design presso l’Istituto Europeo di Design in Milano e collabora con aziende del settore luce come consulente per il lighting design.

La prima conferenza sul tema della luce è presente anche sul sito http://www.lightingnow.net/index.php?option=com_content&task=view&id=208&Itemid=1

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