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martedì 18 gennaio 2011

CENA DI NATALE A VILLA PANZA

Ad ospitare la consueta Cena degli auguri di Natale dell’Ordine Architetti di Varese, quest’anno, è stata una location particolare, una villa antica che è anche un rinomato luogo espositivo, uno spazio culturale in cui l’arte contemporanea dialoga perfettamente con lo stile architettonico risalente al XVIII secolo.
Villa Menafoglio Litta Panza è diventata, per una sera, teatro di scambi di auguri, premiazioni, riconoscimenti e di un particolare approfondimento artistico.
Ggli iscritti all’Ordine infatti, guidati da esperte guide, hanno potuto apprezzare la mostra dedicata a Robert Rauschenberg attualmente allestita nelle sale della Villa.
Tra assaggi culinari e artistici, la serata è così volata, raggiungendo il momento istituzionale con premiazioni e discorso del Presidente dell’Ordine Architetti di Varese, Laura Gianetti: con un velo di emozione, dovuta alla presenza di molti cari ospiti nonché colleghi, il Presidente ha dapprima ricordato il valore che Villa Panza rappresenta per la cittadinanza, descrivendola quale “luogo straordinario, con una centenaria stratificazione, dal Marchese Menafoglio sino all’indimenticato conte Giuseppe Panza, il grande collezionista, che ci ha lasciato alcune meraviglie, testimonianze di una vita dedicata al bello”. “Lo stesso bello", ha continuato il Presidente, "che l’Ordine Architetti di Varese ha cercato di offrire ai cittadini della Provincia di Varese con riflessioni sul tema della qualità dell’abitato e la valorizzazione del paesaggio cercando di riempire il vuoto culturale che alimenta la disattenzione riguardante i temi della qualità dell’abitare”. Il Presidente ha quindi citato alcune delle iniziative organizzate nel corso dell’anno dall’Ordine, come l’importante iniziativa, di stretta attualità, del progetto “Diploma 2010”: “Non è certo un caso che quest’anno l’Accademia di Mendrisio abbia puntato il suo potente microscopio sull’area varesina”, ha spiegato Laura Gianetti, “portando un centinaio di diplomandi a chiudere il proprio ciclo di studi e riversando il proprio sapere in progetti straordinari su aree strategiche per lo sviluppo della città”.
Il Presidente ha quindi rammentato l'impegno dell'Ordine nell' organizzazione delle iniziative, un impegno “eccentrico rispetto a quello istituzionale che ci richiederebbe esclusivamente di vigilare sull’albo, di vegliare sul corretto comportamento deontologico degli iscritti e di vidimare parcelle”. E questo perché, secondo Laura Gianetti,è necessario che “il professionista ‘architetto’ si debba aggiornare anche nella conoscenza. La situazione professionale è ancora critica ma soltanto la fermezza nel perseguire con dignità e autorevolezza il nostro lavoro potrà renderci credibili nel mercato”. E, riferendosi ad un articolo su un progetto low cost via web a costi indegni per chi deve svolgere la professione, il Presidente ha spiegato che tale problema “è anche legato alla nostra incapacità di renderci autorevoli di fronte al cliente , alla nostra incapacità di non sottostare alle richieste delle immobiliari ignoranti, alla nostra incapacità di essere forti nel proporre qualità e non mediocre edilizia”. Ma “il nostro Ordine”, ha aggiunto, “si batterà perché anche le amministrazioni richiedano progetti di qualità. Stiamo andando a dialogare con le amministrazioni nell’intento di far loro comprendere che una brutta architettura squalifica non solo chi la fa, non solo chi la richiede, ma anche chi la autorizza! La partecipazione questa sera di numerosi amministratori ed ospiti illustri sono la testimonianza dell’attenzione rivolta all’istituzione dell’Ordine e al suo lavoro svolto”.
Il discorso si è quindi concluso con i ringraziamenti ai consiglieri dell’Ordine (Matteo Sacchetti, Emanuele Brazzelli, Luca Bertagnon, Maria Chiara Bianchi, Riccardo Blumer, Claudio Castiglioni, Stefano Castiglioni, Ada Debernardi, Alberto D’Elia, Mattia Frasson, Ilaria Gorla, Carla Giulia Moretti, Giuseppe Speroni, Stefano Veronesi), alla commissione parcelle (Giuseppe Speranza, Ileana Moretti, Laura Anti, Carlo Budelli, Simone Paggiarin, Ivan Vetrice , Paolo Riva, Giorgio Spertini), ai quali sono seguiti la consegna dei timbri ai nuovi iscritti e la premiazione della Dottoressa Cristina Bertuletti Scotton, Sindaco di Gazzada Schianno, per aver lanciato l’unico Concorso di Architettura dell’anno della Provincia di Varese, degli Architetti Pierangelo Pavesi, Alberto Pensa, Renzo Bottinelli, Carlo Valentini per i quarant’anni di iscrizione all’Ordine e dell’Architetto Luca Molinari, a cui è andato l'ambito riconoscimento dell'albo d'onore, per aver curato il Padiglione Italia all’ultima Biennale di Architettura di Venezia, oltre che per aver ricoperto, nel corso della sua carriera, importanti ruoli: è stato curatore negli ultimi anni di diversi eventi legati al mondo dell'architettura e dell'arte contemporanea. Ricordiamo l'allestimento e la cura della mostra, in Triennale, Milano, "Santiago Calatrava.Work in Progress", di "Le forme del cibo" e "Stalker", ad Opos, Milano, l'allestimento, in Treinnale, di "Arte e fotografia dal 1960 ad oggi", la curatela di "Effetti Collaterali" e di "Medaglia d'oro per l'architettura italiana", la curatela della mostra "Antinapoli" (con C. Gambardella, F. Jodice, F. Ippolito e V. Trione, Napoli, 2005), "Disegni di architettura. Cinque storie italiane" (curatela con M. Martignoni, T. Canella, Fond. Portaluppi, Milano IX-XII.05, Bari, III-IV.06), "Lancia 100 anni. Italian design" (Milano, aprile 2005). E' stato responsabile scientifico del "Progetto Portaluppi" per conto dell'omonima Fondazione e dal 1995 è responsabile editoriale per il settore Design ed Architettura della casa editrice Skira. Dal 2001 al 2004 è coordinatore del settore architettura e urbanistica della Triennale di Milano nonché membro del suo comitato scientifico.Attualmente è coordinatore della Scuola di Design Naba, Milano.
E, a fine serata, un riconoscimento particolare è andato all’Architetto Riccardo Blumer la cui sedia è ora esposta al Moma di New York.




Per vedere gli altri video sul canale dell'Ordine di You Tube, vai al seguente link:
http://www.youtube.com/user/Ordinevarese?feature=mhum

lunedì 19 aprile 2010

VALENTIN BEARTH “LA COSTRUZIONE DELLO SPAZIO”

Dialogando con le montagne...
Il Progetto “Diploma 2010” continua: mercoledì 14 aprile, a Villa Panza, a tenere la quinta conferenza del ciclo di incontri d'architettura è stato il Direttore dell’Accademia di Mendrisio, Valentin Bearth.
Questa volta, però, a differenza degli incontri passati, l’illustre relatore non ha preso in considerazione i progetti degli studenti dell’Accademia relativi alla città di Varese, ma ha affrontato un discorso più ampio, generale, basato sulla tematica relativa alla “costruzione dello spazio”.

La conferenza si è aperta con una veloce carrellata di immagini tratte dal repertorio della storia dell’arte e focalizzate sul rapporto tra uomo e montagna: nel passaggio dalla rappresentazione di una natura enorme e schiacciante, quale traspare dalle opere di fine Settecento, alla visione sublimata di Ferdinand Hodler, poi a quella romantica di Caspar David Friedrich, fino a giungere ad esiti estremi contemporanei come gli impacchettamenti paeasggistici di Christo, si osserva come l’uomo abbia progressivamente superato il “timor sacro” nei confronti della natura, per penetrare, lentamente, in essa e a volte provare a contenerla o, addirittura, a superarla.

Esempi di questo rapporto nuovo e contemporaneo con la montagna, teso a dialogare con essa e a volte, a sfidare la sua impenetrabilità, sono le grandi opere ingegneristiche costruite in paesaggi estremi, come i ponti sospesi e le dighe, “espressioni della sicurezza”, spiega Bearth, “in ambienti profondamente insicuri, che portano ad un cambiamento, anche violento, dello spazio”.

Anche i progetti realizzati da Valentin Bearth e da lui illustrati nel corso della serata si inseriscono nell’ottica di un’architettura che permetta all’uomo di “entrare nella montagna”, ma come sottolinea Bearth “con intelligenza”: un esempio è la Funivia ad Arosa, una struttura che si integra perfettamente con la natura circostante, diventando essa stessa una sorta di collina. Anche la Neue Monterosa Hütte (vedi immagine qui a fianco), un rifugio per alpinisti costruito a 2800 mt di altezza, incarna il simbolo di un’architettura che si inserisce delicatamente nella natura: l’edificio, infatti, è autosufficiente per il 90% e si sviluppa radialmente catturando la luce del sole in qualsiasi lato della struttura.

E, come ultimo esempio di progetto realizzato dialogando con la natura, Bearth ha presentato la cantina vinicola Gantenbein: dall’ampliamento di un edificio già esistente, l’Architetto è riuscito ad ottenere una struttura in cui ogni necessità è divenuta una sfida architettonica e un valore aggiunto estetico. L’esigenza di creare una stanza in penombra, per conservare le botti di vino, ha condotto, per esempio, l’Architetto a realizzare un muro dalla texture particolarissima che, all’ interno, permette al sole di entrare attraverso piccole fessure, creando giochi di luce affascinanti, quasi sacrali e, all’esterno, produce un effetto visivo che ricorda le forme degli acini d’uva.
“La spazialità delle montagne non ha qualità in sé. È l’uomo che la determina nello scegliere come mettersi nello spazio”: questa frase, utilizzata dall’Architetto Valentin Bearth per aprire la conferenza, sembra ripercorrere, implicitamente, i progetti da lui realizzati e illustrati nel corso della serata, dimostrando che, a volte, la teoria, può diventare anche pratica.

CURRICULUM VITAE

Nato a Tiefencastel (Canton Grigioni, Svizzera) nel 1957, Valentin Bearth vive e lavora a Coira.
Dopo essersi laureato in architettura al Politecnico Federale di Zurigo con il Prof. Dolf Schnebli nel 1983, Bearth inizia a collaborare con lo studio di Peter Zumthor.
Nel 1988 fonda con Andrea Deplazes lo studio Bearth & Deplazes che ha sede a Coira e a Zurigo, cui è associato dal 1995 anche Daniel Ladner. Inizia così un’intensa attività professionale in Svizzera, soprattutto nei Grigioni, e all’estero: lo studio realizza numerosi edifici residenziali, scolastici e di attrezzature pubbliche ottenendo riconoscimenti nazionali e internazionali, fra cui il Premio Neues Bauen in den Alpen (Sexten, 1992, 1996 e 1999), l’Auszeichnung guter Bauten in Graubünden (1994 e 2001), il Premio Beton 01 (Zurigo, 2001) e una menzione al Velux Award 2007. Nel 1999 lo studio risulta finalista al prestigioso Mies van der Rohe Award.
Nel 1997 e fino al 2000 Bearth fa parte della Commissione Federale per la Protezione dei Monumenti in Svizzera.
Dal 2000 insegna progettazione all’Accademia di architettura di Mendrisio.
Dal 2003 al 2005 è professore invitato alla Facoltà di architettura dell’Università di Sassari, sede di Alghero.
Da settembre 2007 è il Direttore dell’Accademia di architettura di Mendrisio.
Le numerose conferenze che tiene in Svizzera e all’estero affrontano spesso il rapporto che intercorre tra insegnamento, ricerca e pratica professionale.
Tra i progetti e le opere realizzate dallo studio Bearth & Deplazes ricordiamo: la scuola con sala polivalente a Alvaschein (1991); la scuola con sala polivalente a Tschlin (1993, progetto menzionato al Premio internazionale Architettura contemporanea alpina, Sexten 1996); gli appartamenti “In den Lachen” a Coira (1997); la scuola con sala polivalente a Vella (1997, anch’essa menzionata al Premio Architettura contemporanea alpina 1999, Premio Alcopor 2000, nonché progetto finalista al 6° Mies van der Rohe Award nel 1999); i laboratori di scienze naturali della scuola cantonale di Coira (1999); la scuola con sala polivalente a Zillis (1999); Casa Williman-Lötscher a Sevgein (1999); il Maiensäss Cania a Fanas (1999); la stazione di Disentis (2001); la Galleria municipale a Marktoberdorf (Germania, 2001); la stazione della seggiovia Carmenna a Arosa (2001); Casa Walther a Malans (2001); Casa Meuli a Fläsch (2001); la sede per la Svizzera orientale della Compagnia d’assicurazioni ÖKK a Landquart (2002); il parcheggio Serletta a St. Moritz (2004); l’azienda vinicola Gantenbein a Fläsch (2007, menzione al Velux Award 2007); la nuova capanna del Monte Rosa (2009). Fra gli altri lavori, attualmente Bearth & Deplazes si stanno occupando del progetto del Tribunale penale federale a Bellinzona, concorso che lo studio ha vinto con gli architetti Durisch + Nolli di Lugano.
Anche Vareseturismo ha scritto un pezzo sulla serata. Per visualizzarlo, clicca qui:
http://www.vareseturismo.it/it/node/1611#profilo

per vedere la versione integrale del video vai al seguente link:
http://www.youtube.com/user/Ordinevarese#p/p

giovedì 1 aprile 2010

EX AERMACCHI: NUOVO MUSEO DEL DESIGN

Un compito arduo, ma estremamente importante, è toccato all’Architetto Antonio Citterio e agli studenti da lui guidati, nell’ambito del progetto “Diploma 2010”: il recupero del complesso architettonico dell’ ex Aermacchi sarà, infatti, il traguardo del lungo percorso che l’Architetto milanese sta affrontando, con l’obiettivo di riconvertire l’ex azienda-simbolo della “provincia con le ali” in un vero e proprio Museo del design.

Martedì 30 marzo, a Villa Panza, proprio Antonio Citterio ha illustrato i punti presi in considerazione a riguardo, strettamente legati alla deindustrializzazione del territorio: “La chiusura di un’azienda”, ha spiegato l’Architetto, “è ovviamente una disgrazia poiché causa la perdita di numerosi posti di lavoro, ma per noi architetti può essere una grande occasione”.

Dopo una sorta di brainstorming effettuato dal gruppo di studenti sul concetto di 'museo', la scelta definitiva è stata di non limitarsi ad un museo tradizionale, ma ad un polo di eccellenza del desing per l’industria. “Non avrebbe avuto senso fare un museo di archeologia industriale" sottolinea Citterio; "l’idea mi sembrava polverosa e semplicistica. Un museo dev’ essere un luogo di incontro in cui il prodotto esposto giri continuamente, per diventare uno stimolo per la creatività”.


Il progetto venuto alla luce, infatti, propone un museo basato sulla trasversalità della formazione, una sorta di campus che contenga una scuola universitaria di design, di tecnica e gestione industriale, un luogo espositivo e persino un centro sportivo. Ogni studente seguirà un progetto specifico, mantenendo la struttura architettonica esterna originale e ricreando totalmente la parte interna.


Un tema complesso, dunque, quello della riconversione di un edificio industriale, ma non per Citterio, già pratico di questi tipi di intervento: numerose, infatti sono le zone industriali da lui recuperate e reinterpretate architettonicamente, come la ex area Caproni su cui ora sorge il complesso milanese dell’azienda Ermenegildo Zegna (nell'immagine a sinistra), o la ex area industriale di Morbegno per la quale è in progetto un moderno supermercato e un grande sottopassaggio.

"Un architetto è tale", conclude Citterio, "se riesce, col suo progetto, a creare vita": e con il progetto relativo all'Ex Aermacchi, Antonio Citterio proverà a sfidare la crescente deindustrializzazione e, ancora una volta, metterà alla prova il suo ruolo di architetto, non solo come costruttore di edifici, ma anche come portatore di nuovi stimoli per portare vita dove la vita non c'è più.

CURRICULUM VITAE
Antonio Citterio nasce a Meda nel 1950, apre il proprio studio di progettazione nel 1972 e si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1975.
Fra il 1987 e il 1996 è associato a Terry Dwan: insieme realizzano edifici in Europa e in Giappone.
Nel 1999 fonda con Patricia Viel la società “Antonio Citterio and Partners”. Lo studio opera a livello internazionale sviluppando programmi progettuali complessi, ad ogni scala ed in sinergia con un network qualificato di consulenze specialistiche.
Tre le tipologie progettuali realizzate: piani urbanistici, complessi residenziali e commerciali, stabilimenti industriali, ristrutturazioni conservative di edifici pubblici, pianificazione di spazi per il lavoro, uffici, showroom, alberghi. La società di progettazione è inoltre attiva nel settore della comunicazione aziendale e realizza progetti di immagine coordinata ed allestimenti.
Tra i progetti recenti: l‘edificio milanese nuova sede corporate del gruppo Ermenegildo Zegna; il Bulgari Hotel di Milano e Bali, uffici e asilo aziendale a Verona per la multinazionale farmaceutica GlaxoSmithKline, il progetto di sviluppo Cascina Merlata a Milano, edifici residenziali a Milano, Hong Kong e Singapore, il progetto per il Centro Culturale di Milano, la conversione dall’Ex Palazzo delle Poste a Milano in un importante centro per il terziario, il Museo del Design alla Triennale di Milano. Lo studio ha partecipato e partecipa a numerosi concorsi a inviti nazionali e internazionali ed è certificato UNI EN ISO 9001:2008.
Antonio Citterio collabora attualmente, nel settore del disegno industriale, con aziende italiane e straniere quali Ansorg, Arclinea, Axor-Hansgrohe, Aubrilam, B&B Italia, Flexform, Flos, Fusital, Guzzini, Iittala, Inda, Kartell, Maxalto, Sanitec Group - Pozzi Ginori, Simon Urmet, Technogym, Tre Più, Vitra.
Nel 2004 viene pubblicata la monografia edita da Electa “Antonio Citterio Industrial design” e nel 2005, a cura di Luigi Prestinenza Puglisi, la monografia “Antonio Citterio” edita da Edilstampa.
Nel 2007 la giuria del Mies van der Rohe Award seleziona il progetto “Asilo per campus GlaxoSmithKline” che entra a far parte del catalogo e della mostra itinerante.
A luglio dello stesso anno viene pubblicata da Skira la monografia “Antonio Citterio. Architettura e Design”.
Dal 2006 è professore titolare di progettazione all’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana.
Nel 2008 Citterio riceve dalla “Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures & Commerce” di Londra l’onorificenza “Royal Designer for Industry” ed entra a far parte del Consiglio Italiano del Design istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nel 2009 Antonio Citterio and Partners si aggiudica il premio “Us award. Workplace: qualità e innovazione” bandito dalla rivista US-ufficiostile per la sede corporate di Ermenegildo Zegna a Milano.



per vedere la versione integrale del video vai al seguente link:
http://www.youtube.com/user/Ordinevarese#p/c/F9E10F6F8E685915/5/X8uLNg09nUM


lunedì 29 marzo 2010

PROGETTO "DIPLOMA 2010": Francisco e Manuel Aires Mateus

Villa Panza, mercoledì 17 marzo, parlano i fratelli Francisco e Manuel Aires Mateus.
Siamo ancora nell'ambito del progetto "Dipolma 2010" e ai due rinomati architetti di Lisbona, o meglio, ai loro studenti dell'Accademia di Mendrisio, è toccato l'arduo compito di riflettere su possibili progetti architettonici relativi alla zona del lago di Varese.

Obiettivo difficile, il lago, ma comunque "interessante", come sostiene Francisco, data "la sua posizione ottimale, tra montagne e dimore storiche e a metà strada tra la Svizzera e Milano".
"Gli studenti", prosegue l'Architetto,"nello sviluppo delle loro idee, hanno preso in considerazione
diversi aspetti del lago, come i suoi limiti, la sua dimensione, le infrastrutture che lo circondano, le attività che lo caratterizzano e gli eventi che lo hanno visto protagonista nella storia del territorio". E così, Elisa, Martina, Michele, Igor, Michelle e gli altri studenti che Francesco cita, chiamandoli per nome, hanno sviluppato progetti eterogenei e interessanti, partendo da uno studio approfondito sui vari volti del lago.

Piscine che diventano un tuttuno con il lago, un centro
di pattinaggio, una piattaforma che divide terraferma e acqua, quelli studiati dai giovani studenti, sono progetti che vivono nello stesso rapporto di continuità con la natura che caratterizza anche le grandi strutture che i fratelli Mateus hanno ideato e illustrato nella serata, come l' albergo di lusso pensato per una zona agricola e progettato sulla base dell'elemento acqua.
Perchè "l'acqua", secondo Francisco Aires Mateus, "è un opportunità, un territorio aperto" e come tale, apre molteplici possibilità che ci auguriamo possano essere sfruttate al meglio dagli studenti dell'Accademia di Mendrisio per conferire un rinnovato fascino al già incantevole specchio d'acqua di Varese.

CURRICULA
Manuel Aires Mateus (Lisbona, 1963) e Francisco Aires Mateus (Lisbona, 1964) studiano Architettura presso l’Universitá Tecnica di Lisbona (FA/UTL), dove si laureano rispettivamente nel 1986 e 1987. Dopo alcuni anni di collaborazione con l’architetto Gonçalo Byrne, nel 1988 aprono un proprio studio a Lisbona.

Professori ordinari all’Accademia di Architettura di Mendrisio dal 2001 e all’Universitá Autonoma di Lisbona dal 1998, partecipano in qualitá di docenti a numerosi seminari di progettazione e sono visiting professors alla Oslo School of Architecture nel 2009 e alla Graduate School of Design dell’Universitá di Harvard nel 2002 e nel 2005. Il loro impegno accademico li vede inoltre invitati regolarmente a partecipare a convegni e lezioni tenuti in varie universitá in tutto il mondo.

Tra gli edifici da loro realizzati negli ultimi anni vale la pena menzionare in particolare il Museo del Faro di Santa Marta a Cascais (Portogallo 2007), selezionato come progetto finalista per il Premio Mies Van der Rohe (Barcellona 2009) e vincitore della Menzione Speciale della giuria del Premio Fad (Barcellona 2008), e il Centro Culturale di Sines (Portogallo 2005), vincitore del Premio Enor (Vigo 2006) e del Premio ContractWorld (Amburgo 2007). Tra i progetti meno recenti vanno ricordati la Casa ad Azeitão (Portogallo 2003), vincitrice del primo premio RS04 -Residencia Singular- (Madrid 2004); la Casa ad Alenquer (Portogallo 2002), finalista al Premio Fad 2003; la Sede del Rettorato dell’Universitá Nova di Lisbona (Portogallo 2001), progetto vincitore del Premio Valmor (Lisbona 2002); la Residenza per studenti dell’Universitá di Coimbra (Portogallo 1999), vincitrice del I Premio alla Biennale Ibero Americana di Architettura (Cittá del Messico 2001), del Premio Luigi Cosenza (Napoli 2001) e selezionata come finalista per il Premio Mies Van der Rohe nel 2000.
L’esposizione monografica Aires Mateus: Arquitectura al Centro Culturale di Belem a Lisbona del 2005 ha vinto il Premio AICA (Lisbona 2006). I loro progetti sono apparsi in altre esposizioni personali e collettive, tra le quali: Projectos Recentes all’Accademia di Architettura di Mendrisio e all’ETH di Zurigo (2007); In progress alla Galleria Dessa di Lubjiana (2004); Arquitectura e Design de Portugal alla Triennale di Milano (2004), Progetti all’Universitá di Reggio Calabria (2003), Re-encountering Modernism: Siting the work of Aires Mateus in the new landscapes of Portugal itinerante in varie Universitá negli Stati Uniti e in Canada (2003), Arquitecturas de Autor alla Scuola Técnica Superiore di Architettura di Pamplona (2002), Projects alla Universitá di Harvard (2002), Reversed Landscape al World Congress of Architecture di Berlino (2002), Entro i limiti alla Casa Cattaneo di Como (2001).

Negli ultimi anni i loro progetti, che spaziano dalla scala dell’abitazione unifamiliare -tema particolarmente caro e continuo campo di ricerca- a quella dell’infrastruttura urbana, passando per edifici pubblici e istallazioni effimere, sono apparsi in varie pubblicazioni nazionali e straniere inserendosi nel dibattito architettonico contemporaneo a livello internazionale.

Anche ARTEVARESE e VAERSE TURISMO hanno pubblicato due articoli sulla serata. Per leggerli, clicca qui:

per vedere la versione integrale del video, vai al seguente link:
http://www.youtube.com/user/Ordinevarese#p/c/78B5220959C898F2/4/ajCr0Gxu6og

venerdì 12 marzo 2010

PROGETTO "DIPLOMA 2010" Quintus Miller

…Come un cuoco o un alchimista

Familiarità ed estraniamento, passato e futuro, tipologia ed espressione: ecco alcuni ingredienti fondamentali a cui Quintus Miller, secondo ospite del ciclo di conferenze dedicate al progetto “Diploma 2010”, ha fatto riferimento, mercoledì 10 marzo, a Villa Panza, nell’introdurre le idee che gli studenti dell’Accademia di Mendrisio stanno sviluppando per conferire un nuovo volto alle stazioni di Varese.

Architetto svizzero, membro dal 2005 della Commissione dei beni culturali della città di Zurigo, Miller ha infatti aperto l’incontro paragonandosi ad un cuoco e ad un fabbricante di profumi, entrambi abili nel saper coniugare sapori ed essenze, talvolta apparentemente inconciliabili, per ottenere succulenti pietanze, deliziose essenze.

Mostrando al pubblico le immagini di alcuni progetti da lui
realizzati, (il Mercato Coperto di Aarau, Villa Garbald a Catasegna -nell'immagine a destra- e l’Ospizio san Gottardo), Miller ha spiegato gli steps che, a suo avviso, scandiscono un progetto: dopo un’attenta analisi del contesto in cui si deve intervenire, secondo Miller, è necessario procedere senza dimenticarsi della memoria collettiva e accordare lo spazio, proprio come si fa con uno strumento musicale, per “trasformare l’ambiente, imprimendo anche un po’ di noi stessi”.

Partendo da questi presupposti, Quintus Miller ha quindi illustrato i progetti relativi alla zona tra le due stazioni di Varese, sottolineando la volontà di unificare le due stazioni ferroviarie e di progettare un nuovo terminal per i viaggiatori, uno shopping mall, dei parcheggi e una piazza.Il tutto, guardando al concetto di ‘stazione’ come “porta della città stessa, luogo per eccellenza del viaggio, degli arrivi e delle partenze, degli incontri; spazio pubblico aperto alla città, che dà il benvenuto a chi giunge da fuori".

CURRICULUM
Quintus Miller nasce ad Aarau nel 1961 e passa la prima giovinezza tra Aarau e Davos, dove i genitori gestiscono l’Hotel Schatzalp.Studia architettura presso il Politecnico federale di Zurigo (ETH) ed è collaboratore presso L’Archivio dell’ Istituto GTA. Nel 1987 si laurea con il Prof. Fabio Reinhard all’ ETH di Zurigo, portando una tesi dal titolo „Monte Generoso“ e nello stesso anno svolge un lavoro di ricerca sull’Architettura dei Sanatori in Svizzera.

Dal 1990 al 1994 è incaricato come assistente di progettazione presso il Politecnico federale di Losanna (EPFL) e presso il Politecnico Federale di Zurigo (ETHZ). In quegli anni apre il proprio studio di architettura a Basilea, di cui è titolare . Dal 1994 collabora con Paola Maranta, a cui unisce la propria firma nello studio Miller&Maranta.
È professore invitato presso l’EPF di Losanna (2000-2001), presso l’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana (2007-2008) e presso l’ETH di Zurigo (2008-2010). All’Università IUAV di Venezia nel 2009, insieme a Paola Maranta, tiene un corso estivo di progettazione. Dal 2009 è nominato professore ordinario all’Accademia di Architettura (USI).

Dal 2004 al 2008 è membro della Comissione Urbanistica di Lucerna, dal 2005 è membro della comissione della Sovrintendenza dei Monumenti e delle Belle Arti di Riehen. Inoltre è membro di giuria di numerosi concorsi e bandi di ricerca, in patria e all’estero.È regolarmente invitato a partecipare, in qualità di oratore, a convegni e lezioni, tenuti in università europee e statunitensi.
Tra gli edifici da lui realizzati si annoverano la Scuola „Volta“ a Basilea (2000), il restauro e l’ampliamento di Villa Garabald a Castasegna (2004), entrambi insigniti del Premio per l’Architettura „Beton“ rispettivamente nel 2001 e nel 2005; il Mercato coperto ad Aarau (2002), grazie al conseguimento della Borsa di studio federale per l’Arte in Svizzera; l’edificio per appartamenti „Schwarzpark“ a Basilea, vincitore nel 2008 del Premio per Miglior Edificio di Basilea: la residenza per anziani „Spirgarten“ a Zurigo, vincitrice del Best Architects Award 2009. Di notevole rilevanza è l’ampliamento del Vecchio Ospizio S. Gottardo (2010) e diverse modifiche e ristrutturazioni apportati allo storico Hotel Waldhaus a Sils Maria, fin dal 1995.

Quintus Miller è stato onorato di diversi altri premi, tra cui quelli consegnati dalla Sovrintendenza per la protezione di edifici storici del Cantone di Basilea e dell’Argovia.Nel 2003 vince il Premio ‚Priisnagel’ deella SIA per il miglior edificio dell’anno.
Fin dal 1996 il suo lavoro è presente in alcune mostre, come quella dal titolo „Junge Basler Architekten“, curata dall’ Architekturmuseum di Basilea. Alcune tra le mostre piu’ significative sono, nel 2004, l’esposizione di un lavoro tematico „Villa Garbald, Gottfried Semper“ ed altre mostre monografiche, tra cui ultima l’esposizione nel Lemgo (D), per la Lippische Gesellschaft für Kunst.
Anche ARTEVARESE ha scritto un articolo sulla serata. Per leggerlo, clicca qui:
http://www.artevarese.com/av/view/news.php?sys_tab=2002a&sys_bcb=1&sys_docid=5122

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