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venerdì 8 aprile 2011

"PAESAGGIO TRA SOGNO E BISOGNO': LA RICERCA DI UN EQUILIBRIO"_KOYAANISQUATSI

UN MONDO GUIDATO DA CIECHI La rassegna cinematografica “Cinema e Paesaggio” si è chiusa egregiamente martedì 6 aprile con la proiezione di “Koyaanisqatsi”, opera visionaria di Godfrey Reggio. Quello che dai più è stato definito come documentario, in realtà, al di là di ogni etichetta riduttiva, si è rivelato quale grande capolavoro cinematografico, un film che concretizza, attraverso immagini di impressionante bellezza e creatività, un lungo viaggio tra elementi opposti, un itinerario visivo tra natura e artificio, cielo e terra, ordine e disordine, un percorso a tappe scandito da un’eccellente colonna sonora firmata Philip Glass. “Koyaanisqatsi” è stato scelto dagli organizzatori della rassegna per sviluppare l’ultima tematica del ciclo di incontri, dedicata al “paesaggio tra sogno e bisogno” e introdotta dall’Architetto Allodi con il suo veloce e brillante excursus fotografico: partendo dalle cave etrusche, impressionanti strade scavate dall’uomo nel tufo, fino ad approdare agli attuali ed esagerati svincoli autostradali (l’Architetto fa notare che lo svincolo di Novara Ovest è grande come tutta la città di Assisi!), Allodi ha affrontato il tema delle infrastrutture, cogliendo l’importanza e la magnificenza delle stesse, ma anche l’esagerazione di opere umane che talvolta, come nel caso della centrale di Fukushima, possono tramutarsi in veri e propri mostri che sfuggono al controllo umano. Una serata incentrata dunque sul rapporto tra natura e infrastruttura, sull’impatto dell’uomo e dei suoi sogni e bisogni sul mondo; un incontro dedicato ad un’umanità che sembra aver perso di vista il senso del suo essere nel mondo, un mondo forse al meglio rappresentato da un titolo che il pittore Pieter Bruegel, nel XVII secolo, aveva profeticamente utilizzato per uno dei suoi capolavori: “Ciechi che guidano altri ciechi. Così va il mondo”.

mercoledì 16 marzo 2011

Paesaggio agrario tra arte e cultura

Paesaggio agrario tra arte e cultura
Proiezione del film “Racconto d’autunno”
Se nel primo incontro della rassegna "Cinema e Paesaggio", il tema principale riguardava il rapporto tra uomo e piante, martedì 15 marzo, è stato il paesaggio agrario il vero protagonista della serata, considerato in relazione ad arte e cultura.
Con la modalità che lo contraddistingue, in modo lucido, conciso e coinvolgente, l’Arch. Mario Allodi, ha per così dire “lanciato” degli input su questo tema. Ha parlato anzitutto di “agricoltura come opera d’arte inconsapevole”; ha tracciato quella che, secondo lui, è la prima mappa del paesaggio, rappresentata dalla storia di Caino e Abele: Caino, homo faber, è agricoltore, è un’anima sedentaria mentre Abele, homo ludens, è un pastore, è nomade e ha più tempo per la speculazione intellettuale.
Il discorso ha poi virato sul Menhir, primo oggetto che l’uomo inserisce nel paesaggio, sia per costruirlo geometricamente e quindi per trasformarlo e per creare degli elementi di orientamento sia, come riferimento culturale, per rappresentare la divinità. L’Architetto ha quindi collegato il tema del menhir a Kandinsky, al suo libro “Punto, linea, superficie”: il menhir isolato ricorda il punto, l’allineamento dei menhir la linea, e i menhir in circolo la superficie. Come il menhir, anche l’agricoltore modifica il paesaggio inconsapevolmente. E una delle principali e forse più evidenti modificazioni del paesaggio è rappresentata dalle viti, conclude l’Architetto, filari che disegnano geometrie, percorsi che colorano il paesaggio.
E proprio le viti sono l’elemento paesaggistico ricorrente nel film “Racconto d’autunno”di Eric Rohmer : la protagonista del film è infatti una viticoltrice che, in una valle del fiume Rodano, si trova al centro di una simpatica macchinazione di due care amiche, che cercano in tutti modi di trovarle un compagno.
Il tutto si svolge tra colline sinuose e paesaggi attraversati da viti che creano geometrie inattese, il cui fascino è “disturbato” però, dalla presenza di un’ingombrante centrale nucleare. In questa cornice “Eric Rohmer mette in piedi le scene”, spiega l’arch. Allodi “e osserva il comportamento dei personaggi, proprio come se fossero dei filari”.

mercoledì 2 marzo 2011

"L'UOMO E LE PIANTE.CHI USA CHI?"_ "L'ERBA DI GRACE"

Ad aprire la rassegna “Cinema & Paesaggio”, organizzata dall’Ordine Architetti di Varese in collaborazione con AIAPP Lombardia è stata una pellicola divertente, brillante, esilarante: martedì 1 marzo, è stato infatti proiettato il film di Nigel Cole, “L’Erba di Grace”, una commedia scelta per affrontare la tematica sul rapporto tra uomo e piante.
La serata, intitolata per l'appunto, “L’uomo e le piante:chi usa chi?” è stata introdotta dall’Arch. Mario Allodi che ha mostrato al pubblico una veloce carrellata di immagini sulle varie accezioni del concetto di "albero", supportate da aforismi tratti da opere di filosofi, scrittori e poeti. Dal sistema vascolare all’albero genealogico, dai dendriti (dal termine greco dendròn=albero) alle piante curative, dall’albero come elemento centrale e sacrale per la comunità, sino all’albero come merce, il discorso dell’Architetto ha fornito un’ampia panoramica degli ambiti in cui si ritrovano gli alberi, intesi secondo le più svariate interpretazioni e considerati anche a seconda di come l’uomo li utilizza. Lo stretto legame tra uomo e piante si ritrova anche tra i principali desideri umani,come ha spiegato Allodi: la dolcezza è infatti simboleggiata dalla mela, il controllo dalla patata, la bellezza dai tulipani e l’ebbrezza, infine, dalla marijana. Specie botanica che ha attraversato la storia dell’uomo, la “cannabis” è stata utilizzata per scopi terapeutici, per potersi avvicinare all’essenze soprannaturali, ma anche per soddisfare il desiderio di evasione e di ebbrezza.
E proprio la marijuana è il vero protagonista del film, “L’Erba di Grace”, in cui una piccola comunità della Cornovaglia, radicato a valori della tradizione si scontra inconsapevolmente con tutti i risvolti e le ambiguità legate all’uso di un simbolo della trasgressione. Con freschezza e ironia, il film fa del binomio uomo-pianta un rapporto di reciproca necessità, affrontando anche i rischi e le conseguenze che questa particolare “relazione” comporta.

Per consultare il materiale relativo all'introduzione della prima serata, vai alla seguente pagina del sito:
http://www.ordinearchitettivarese.it/ViewNews.aspx?nid=2207&pid=1

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