venerdì 4 marzo 2011

ARCHITETTURA E LIGHT ART_ROMANO BARATTA

Architettura & ... Light Art
Prendete un lighting designer, ma che sia anche un artista, nello specifico un light artist. Prendete un’architettura. Prendete degli apparecchi illuminanti e delle semplici gelatine colorate. Prendete un po’ di fantasia, un pizzico di ricerca ed una fetta di sogno. Chiudete gli occhi, scecherate il tutto e poi riaprite il vostro sguardo.
Sorpresa!
La sera del 28 febbraio la facciata esterna dell’ordine degli architetti di Varese è divenuta una tavolozza artistica. Non solo i giovani architetti, i promotori dell’evento in corso, ed i partecipanti alla serata hanno spalancato la bocca per la sorprendente atmosfera che si è creata, ma anche i passanti che si trovavano a percorrere la via Gradisca, i quali hanno più volte chiesto spiegazioni in merito alla piacevole visione.
Con l’utilizzo di alcuni proiettori, posizionati sui ballatoi e nel viottolo centrale, e l’applicazione di gelatine colorate, il Lighting designer e light artist Romano Baratta ha decorato, impreziosendola, la struttura che è sede dell’ordine. Con un cambio totale dell’illuminazione ed un selezionato abbinamento tra colori caldi e freddi l’architettura si è completamente rinnovata mutando totalmente aspetto.
“Light#13. The sense of colours (for Gilda)” è il titolo dell’installazione artistica di Baratta. Per l’occasione la facciata esterna dell’edificio è stata irradiata da una luce rossa, le persiane, che in origine sono di color grigio chiaro, sono state colorate con una luce verde e gli interni di luce color ciano.
Considerando l’attenzione che catturava l’opera è un vero peccato che la magia emanata sia durata una sola serata. L’evento comprendeva oltre l’installazione site specific, anche la possibilità di visionare alcuni tra i progetti artistici di Baratta. Inoltre una conferenza ha permesso all’artista di spiegare nel dettaglio la sua ricerca e di evidenziare i passaggi principali mostrando le immagini derivanti dalle opere di luce realizzate negli anni. E’ infatti sulla luce che l’opera di Baratta è concentrata. Le sue installazioni luminose sono il vero punto focale della sua ricerca artistica. La luce nel suo manifestarsi o nascondersi, nel suo graduarsi tra colori caldi e freddi, nel suo abbinarsi tra tonalità e sfumature è l’obbiettivo artistico, di ricerca personale e professionale, oltre che materia di lavoro primaria, di Baratta.
Sempre più in questo artista si nota l’abbinamento tra opera artistica e progetto professionale. Ciò che spesso lui tiene a sottolineare, e che le sue opere artistiche e lavorative confermano, è la sua frase: “La creatività si alimenta con la tecnica. Senza tecnica la creatività è solo fantasia”.

Testo di Daniela Lussana

mercoledì 2 marzo 2011

"L'UOMO E LE PIANTE.CHI USA CHI?"_ "L'ERBA DI GRACE"

Ad aprire la rassegna “Cinema & Paesaggio”, organizzata dall’Ordine Architetti di Varese in collaborazione con AIAPP Lombardia è stata una pellicola divertente, brillante, esilarante: martedì 1 marzo, è stato infatti proiettato il film di Nigel Cole, “L’Erba di Grace”, una commedia scelta per affrontare la tematica sul rapporto tra uomo e piante.
La serata, intitolata per l'appunto, “L’uomo e le piante:chi usa chi?” è stata introdotta dall’Arch. Mario Allodi che ha mostrato al pubblico una veloce carrellata di immagini sulle varie accezioni del concetto di "albero", supportate da aforismi tratti da opere di filosofi, scrittori e poeti. Dal sistema vascolare all’albero genealogico, dai dendriti (dal termine greco dendròn=albero) alle piante curative, dall’albero come elemento centrale e sacrale per la comunità, sino all’albero come merce, il discorso dell’Architetto ha fornito un’ampia panoramica degli ambiti in cui si ritrovano gli alberi, intesi secondo le più svariate interpretazioni e considerati anche a seconda di come l’uomo li utilizza. Lo stretto legame tra uomo e piante si ritrova anche tra i principali desideri umani,come ha spiegato Allodi: la dolcezza è infatti simboleggiata dalla mela, il controllo dalla patata, la bellezza dai tulipani e l’ebbrezza, infine, dalla marijana. Specie botanica che ha attraversato la storia dell’uomo, la “cannabis” è stata utilizzata per scopi terapeutici, per potersi avvicinare all’essenze soprannaturali, ma anche per soddisfare il desiderio di evasione e di ebbrezza.
E proprio la marijuana è il vero protagonista del film, “L’Erba di Grace”, in cui una piccola comunità della Cornovaglia, radicato a valori della tradizione si scontra inconsapevolmente con tutti i risvolti e le ambiguità legate all’uso di un simbolo della trasgressione. Con freschezza e ironia, il film fa del binomio uomo-pianta un rapporto di reciproca necessità, affrontando anche i rischi e le conseguenze che questa particolare “relazione” comporta.

Per consultare il materiale relativo all'introduzione della prima serata, vai alla seguente pagina del sito:
http://www.ordinearchitettivarese.it/ViewNews.aspx?nid=2207&pid=1

PRESENTAZIONE CATALOGO MOSTRA "TRASFORMAZIONI ARCHITETTONICHE E URBANE NELLA CITTA' DI VARESE, CENTRO E PERIFERIA"

Sabato 26 febbraio si è svolta, presso Palazzo Estense, a Varese, la presentazione del catalogo della mostra conclusiva del Progetto “Diploma 2010”, iniziativa che, per un anno intero, ha animato la città di Varese e coinvolto direttamente la cittadinanza. La conferenza, a cui ha partecipato un folto pubblico, è stata un’importante occasione per riflettere su alcune tematiche emerse grazie a questo progetto e su elementi fondamentali condivisi dai relatori durante la serata. Uno dei principali temi emersi è stato il coraggio, il coraggio di provare ad affrontare concretamente anche solo uno dei temi trattati in questi mesi, come hanno affermato l’Assessore Cattaneo e l’Architetto Mario Botta, il coraggio di pensare a nuovi investimenti e nuove forme di finanziamento e il coraggio di ripensare all’identità della città, come ha aggiunto il Professore dell’Università di Pavia Luigi Zanzi. Sull’importanza dell’identità si è soffermato anche l’Architetto Botta che, durante il suo intervento, ha sottolineato l’importanza della città quale “bene fondamentale per l’umanità e forma di aggregazione umana più evoluta, dotata di un’identità precisa, un’identità che passa attraverso il senso di appartenenza”. Per Varese, in particolare, Botta ha sottolineato la necessità di creare una nuova immagine, magari di città universitaria, risolvendo anzitutto le grandi problematiche, come quella del traffico o delle stazioni. Tali problematiche, ha spiegato l’Arc. Botta “sono dovute sicuramente alle vicissitudini storiche, ma necessitano interventi puntuali”. Questa iniziativa, secondo il Dott. Gabriele Cappellato, curatore del catalogo della mostra, intende essere proprio uno stimolo per proporre nuovi interventi. Anche il Presidente dell’Ordine Architetti di Varese Laura Gianetti ha ribadito l’importanza di questa iniziativa, definendola quale “occasione unica, che ha mostrato come l’architettura possa ancora sorprendere quale risorsa non univoca" e come i progetti realizzati per i Diplomi abbiano offerto una chiave di lettura che l’Ordine Architetti di Varese non intende sottovalutare.
La speranza che quest’esperienza non venga lasciata da parte è apparsa quale sentimento condiviso da tutti i relatori: il Presidente dell’Ordine Ingegneri Roberta Besozzi, nonostante la critica alle amministrazioni passate e a quella attuale, si è detta fiduciosa riguardo alle affermazioni effettuate poco prima dall’Assessore Cattaneo e il Prof. Luigi Zanzi, Docente dell’Università di Pavia, ha espresso tutta la sua speranza nei confronti di un risveglio della città, una rinascita che, secondo il Professore, potrà avvenire riscoprendo il legame tra borgo e castellanze e coinvolgendo direttamente la cittadinanza nel corso della progettazione.
“Un rilancio sociale e culturale”, infine, è l’auspicio con cui il Sindaco di Varese Attilio Fontana ha concluso la conferenza, ringraziando calorosamente l’Accademia di Architettura di Mendrisio “per aver ridato voglia, alla città di Varese, di tornare a riflettere su se stessa”.





Per vedere gli altri video della serata, vai al canale di You Tube dell'Ordine:
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mercoledì 16 febbraio 2011

SEMINARIO INTRODUTTIVO ALLA MEDIAZIONE CIVILE

Seminario introduttivo alla mediazione civile
Lunedì 7 febbraio, nella sala conferenze dell’Ata Hotel di Milano, l’Avvocato Pierluigi Gilli, Mediatore e Conciliatore Civile e Commerciale, Docente all’Università ECampus, socio di AMCI, ha tenuto una conferenza introduttiva sulla Mediazione Civile. Il prossimo 20 marzo 2011 entrerà, infatti, in vigore il Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che ha introdotto l’Istituto della mediazione civile obbligatoria per la conciliazione delle controversie civili e commerciali.

Per poter arrivare informati all’avvio di questa procedura, l’Ordine, in collaborazione con l’Università degli Studi ECampus di Novedrate, Roma e Messina, Cattedra di Diritto della Conciliazione, della Mediazione e dell’Arbitrato, e con il patrocinio dell’Associazione Mediatori e Conciliatori Italiani, ha organizzato questo incontro per capire i contenuti, le finalità e gli aspetti pratici della mediazione civile, con particolare riguardo alla funzione che gli Architetti potranno avere in questi procedimenti

L’Avvocato Gilli ha introdotto il seminario spiegando che la mediazione civile è un’alternativa al contenzioso giudiziario, studiato per deflazionare il carico giudiziario e sgravare i Tribunali da una buona percentuale di cause. Essa è un’attività, svolta da un terzo imparziale, finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. E’ dunque una mediazione di tipo facilitativo, non decisionale poiché il mediatore civile non è un arbitro, né un giudice: il suo compito è quello di aiutare, in modo imparziale, le due parti a trovare dei punti di intesa.

La mediazione civile presuppone un importante cambiamento di mentalità e di cultura nell’approccio al contenzioso. Con la mediazione civile l’aspetto emotivo, litigioso e formale delle cause normali, è sostituito dal tentativo di consentire ad ogni parte di ottenere un obiettivo positivo e conforme ai propri interessi con equità, ma senza la pretesa di avere torto o ragione. La duttilità con cui le parti si possono mettere d’accordo si contrappone alla rigidità di un procedimento giurisdizionale.
L’Avvocato ha quindi proseguito spiegando le prerogative del mediatore, l’imparzialità, l’equità, la responsabilità e la riservatezza e le peculiarità del procedimento di mediazione civile. Questa nuova procedura è infatti caratterizzata da una notevole rapidità, poiché si deve concludere entro 4 mesi, dall’economicità, dato che le parti devono corrispondere solo le spettanze dell’organismo di mediazione e le spese fisse, e dalla libertà delle forme, poiché le parti non devono seguire regole formali, ma possono autonomamente stabilire l’andamento della procedura e dall’efficacia del verbale d’accordo, che può essere reso esecutivo dal Tribunale.

Il Professor Gilli ha quindi continuato illustrando le materie obbligatoriamente soggette a mediazione, ovvero le controversie in materia di diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni derivanti dalla circolazione di veicoli o da responsabilità medica, da diffamazione con il mezzo della stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

L’incontro è proseguito con la spiegazione dettagliata delle varie fasi che vanno a costituire la mediazione civile e con numerose domande da parte del numeroso pubblico.
In conclusione, l’Avvocato Gilli ha elencato i requisiti per poter diventare mediatore: anzitutto è necessario possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea triennale ed essere iscritti ad un ordine o ad un albo professionale; bisogna acquisire poi una specifica formazione attraverso un percorso di durata non inferiore alle 50 ore, articolato in corsi teorici e pratici; è quindi necessario un aggiornamento professionale di almeno 18 ore ogni 2 anni ed è fondamentale possedere dei requisiti di onorabilità.


INTERVISTA ALL'AVVOCATO PIERLUIGI GILLI


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venerdì 4 febbraio 2011

VISITA GUIDATA A VILLA BARAGIOLA

TRE GUIDE D' ECCEZIONE PER "DIPLOMA 2010"
L’attenzione che l’Ordine Architetti di Varese ha riservato per tutto l’anno a Progetto “Diploma 2010” non si è esaurita; l’entusiasmo e il desiderio, da parte dell’Ordine, di approfondire le tematiche relative alla città di Varese continua a crescere. Una prova lampante è l’ iniziativa organizzata dall’Ordine presso Villa Baragiola, una visita guidata per spiegare al pubblico i 110 progetti allestiti per la mostra conclusiva di "Diploma 2010".
La prima delle due serate dedicate a questa iniziativa si è svolta martedì 1 febbraio (mentre la seconda si terrà martedì 15 febbraio): a guidare il pubblico, tre professori dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, Riccardo Blumer, Andrea Ciotti, Luigi Trentin che, nel giro di due ore, si sono alternati, in piacevoli e coinvolgenti riflessioni.
La visita è iniziata con una rapida introduzione su come l’Accademia di Architettura di Mendrisio struttura l’anno dedicato ai diplomi di laurea: Andrea Ciotti ha descritto ai presenti gli step che hanno caratterizzato, in particolare, “Diploma 2010”, dalla costruzione del raffinato e dettagliato modello di Varese (realizzato interamente a mano!) e dall’indagine urbanistica per mettere in luce i punti nevralgici della città da migliorare, fino ai luoghi presi in esame dagli studenti, guidati da architetti di fama internazionale (il lago di Varese studiato da Francisco e Manuel Aires Mateus, Piazzale Staffora da Esteban Bonell, l’area Ex Aermacchi da Antonio Citterio, da Marianne Burkhalter e Christian Sumi, le stazioni ferroviarie da Quintus Miller, Piazza Repubblica da Mario Botta e Michele Arnaboldi, Palazzo Estense da Jonathan Sergison, Valerio Olgiati, Esteban Bonell, il Cimitero Belforte da Marc-Henri Collomb).
E’ stato poi Luigi Trentin a proseguire, spiegando il suo ruolo all’interno del Progetto, quello cioè di tracciare, insieme ad Andrea Ciotti e Riccardo Blumer, una strategia-guida per i progetti, individuando opportunità e limiti della città. E così è stato. Tra le problematiche, i professori hanno sottolineato il traffico, tasto dolente per la città e tra le opportunità, il verde e la cultura.
Riccardo Blumer è quindi intervenuto sottolineando come sia stato necessario, prima di tutto definire la direzione che si voleva dare alla città, rintracciando come punti nevralgici da sviluppare, il valore paesaggistico e quello universitario; l’Architetto ha inoltre aggiunto che i limiti temporali entro cui hanno dovuto operare (il progetto si è svolto in soli sei mesi) hanno avuto il vantaggio di mantenere un ritmo di lavoro sostenuto.

Dopo il triplice cappello introduttivo, i professori hanno condotto il pubblico attraverso i progetti dedicati alla città. Le prime riflessioni fatte hanno avuto come protagonisti i progetti pensati per il lago di Varese, per i quali sono stati realizzati, sotto la guida dei fratelli Mateus, modelli molto particolari, in cemento, legno, gesso; gli studenti hanno preso in esame tematiche come la ridefinizione del limite tra terra e acqua, hanno immaginato grandi spazi per sport acquatici, come piscine che si immergono nel lago o uno stadio costituito da un enorme anello circolare. Il loro lavoro, ha spiegato Blumer, ricorda molto gli interventi che i fratelli Mateus realizzano nei loro progetti, costituiti spesso da enormi sottrazioni di volumi e scavi nella terra.
Secondo tema preso in esame, è stato quello di Piazza Repubblica, su cui gli studenti di Mario Botta hanno ideato una generale ridefinizione della piazza, tradotta, in alcuni progetti, nella creazione di spazi ipogei, in altri, nello spostamento del teatro nella zona della caserma o nella valorizzazione degli spazi verdi; anche il Professor Arnaboldi ha pensato un nuovo volto per questo spazio, arricchendolo con ulteriori piccole piazze, attorno a quella principale.
Gli studenti che, insieme a Quintus Miller, hanno lavorato sulla tematica delle stazioni, hanno avuto differenti approcci: c’è chi si è soffermato sul concetto di stazione (stazione di passaggio o stazione di termine), chi ha pensato di lavorare sull’identità della stazione di Varese, chi ha unito le stazioni creando un nuovo quartiere, chi ha pensato di realizzare un enorme parco.
Per quanto riguarda il Cimitero di Belforte, il gruppo di Marc Collomb ha lavorato pensando da una parte ad un’espansione del cimitero, dall’altra alla realizzazione di uno spazio chiuso in se stesso.
Per il tema di una nuova biblioteca, trattata dagli studenti di Valerio Olgiati, sono emersi progetti che interpretando questo luogo come uno spazio per concentrarsi, quindi raccolto e introverso, ma anche studi su una biblioteca in quanto spazio aperto, con grandi ambienti non solo per la lettura, ma anche per performance, spettacoli, per far vivere l’ambiente 24 ore su 24.
Infine, ultima tematica su cui si è riflettuto, la zona della Ex Aermacchi, su cui hanno lavorato gli studenti di Antonio Citterio, Marianne Burkhalter e Christian Sumi: tutti hanno pensato di rivalutare questo spazio creando un centro culturale e, in particolare, Citterio ha ideato un enorme campus dove si concentrano spazi di sperimentazione, un museo dedicato all’industria del passato e alloggi per studenti.
In conclusione, i tre Professori-guida hanno espresso tutta la loro approvazione per questa esperienza, che ha lasciato alla città di Varese ben 110 progetti: alcuni, certo, appaiono forse avveniristici o utopici, ma tutti rappresentano, comunque, degli importanti studi sulle potenzialità di Varese e degli spunti che dovrebbero essere tenuti da conto, pensando ad un futuro migliore per la città.




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martedì 18 gennaio 2011

CENA DI NATALE A VILLA PANZA

Ad ospitare la consueta Cena degli auguri di Natale dell’Ordine Architetti di Varese, quest’anno, è stata una location particolare, una villa antica che è anche un rinomato luogo espositivo, uno spazio culturale in cui l’arte contemporanea dialoga perfettamente con lo stile architettonico risalente al XVIII secolo.
Villa Menafoglio Litta Panza è diventata, per una sera, teatro di scambi di auguri, premiazioni, riconoscimenti e di un particolare approfondimento artistico.
Ggli iscritti all’Ordine infatti, guidati da esperte guide, hanno potuto apprezzare la mostra dedicata a Robert Rauschenberg attualmente allestita nelle sale della Villa.
Tra assaggi culinari e artistici, la serata è così volata, raggiungendo il momento istituzionale con premiazioni e discorso del Presidente dell’Ordine Architetti di Varese, Laura Gianetti: con un velo di emozione, dovuta alla presenza di molti cari ospiti nonché colleghi, il Presidente ha dapprima ricordato il valore che Villa Panza rappresenta per la cittadinanza, descrivendola quale “luogo straordinario, con una centenaria stratificazione, dal Marchese Menafoglio sino all’indimenticato conte Giuseppe Panza, il grande collezionista, che ci ha lasciato alcune meraviglie, testimonianze di una vita dedicata al bello”. “Lo stesso bello", ha continuato il Presidente, "che l’Ordine Architetti di Varese ha cercato di offrire ai cittadini della Provincia di Varese con riflessioni sul tema della qualità dell’abitato e la valorizzazione del paesaggio cercando di riempire il vuoto culturale che alimenta la disattenzione riguardante i temi della qualità dell’abitare”. Il Presidente ha quindi citato alcune delle iniziative organizzate nel corso dell’anno dall’Ordine, come l’importante iniziativa, di stretta attualità, del progetto “Diploma 2010”: “Non è certo un caso che quest’anno l’Accademia di Mendrisio abbia puntato il suo potente microscopio sull’area varesina”, ha spiegato Laura Gianetti, “portando un centinaio di diplomandi a chiudere il proprio ciclo di studi e riversando il proprio sapere in progetti straordinari su aree strategiche per lo sviluppo della città”.
Il Presidente ha quindi rammentato l'impegno dell'Ordine nell' organizzazione delle iniziative, un impegno “eccentrico rispetto a quello istituzionale che ci richiederebbe esclusivamente di vigilare sull’albo, di vegliare sul corretto comportamento deontologico degli iscritti e di vidimare parcelle”. E questo perché, secondo Laura Gianetti,è necessario che “il professionista ‘architetto’ si debba aggiornare anche nella conoscenza. La situazione professionale è ancora critica ma soltanto la fermezza nel perseguire con dignità e autorevolezza il nostro lavoro potrà renderci credibili nel mercato”. E, riferendosi ad un articolo su un progetto low cost via web a costi indegni per chi deve svolgere la professione, il Presidente ha spiegato che tale problema “è anche legato alla nostra incapacità di renderci autorevoli di fronte al cliente , alla nostra incapacità di non sottostare alle richieste delle immobiliari ignoranti, alla nostra incapacità di essere forti nel proporre qualità e non mediocre edilizia”. Ma “il nostro Ordine”, ha aggiunto, “si batterà perché anche le amministrazioni richiedano progetti di qualità. Stiamo andando a dialogare con le amministrazioni nell’intento di far loro comprendere che una brutta architettura squalifica non solo chi la fa, non solo chi la richiede, ma anche chi la autorizza! La partecipazione questa sera di numerosi amministratori ed ospiti illustri sono la testimonianza dell’attenzione rivolta all’istituzione dell’Ordine e al suo lavoro svolto”.
Il discorso si è quindi concluso con i ringraziamenti ai consiglieri dell’Ordine (Matteo Sacchetti, Emanuele Brazzelli, Luca Bertagnon, Maria Chiara Bianchi, Riccardo Blumer, Claudio Castiglioni, Stefano Castiglioni, Ada Debernardi, Alberto D’Elia, Mattia Frasson, Ilaria Gorla, Carla Giulia Moretti, Giuseppe Speroni, Stefano Veronesi), alla commissione parcelle (Giuseppe Speranza, Ileana Moretti, Laura Anti, Carlo Budelli, Simone Paggiarin, Ivan Vetrice , Paolo Riva, Giorgio Spertini), ai quali sono seguiti la consegna dei timbri ai nuovi iscritti e la premiazione della Dottoressa Cristina Bertuletti Scotton, Sindaco di Gazzada Schianno, per aver lanciato l’unico Concorso di Architettura dell’anno della Provincia di Varese, degli Architetti Pierangelo Pavesi, Alberto Pensa, Renzo Bottinelli, Carlo Valentini per i quarant’anni di iscrizione all’Ordine e dell’Architetto Luca Molinari, a cui è andato l'ambito riconoscimento dell'albo d'onore, per aver curato il Padiglione Italia all’ultima Biennale di Architettura di Venezia, oltre che per aver ricoperto, nel corso della sua carriera, importanti ruoli: è stato curatore negli ultimi anni di diversi eventi legati al mondo dell'architettura e dell'arte contemporanea. Ricordiamo l'allestimento e la cura della mostra, in Triennale, Milano, "Santiago Calatrava.Work in Progress", di "Le forme del cibo" e "Stalker", ad Opos, Milano, l'allestimento, in Treinnale, di "Arte e fotografia dal 1960 ad oggi", la curatela di "Effetti Collaterali" e di "Medaglia d'oro per l'architettura italiana", la curatela della mostra "Antinapoli" (con C. Gambardella, F. Jodice, F. Ippolito e V. Trione, Napoli, 2005), "Disegni di architettura. Cinque storie italiane" (curatela con M. Martignoni, T. Canella, Fond. Portaluppi, Milano IX-XII.05, Bari, III-IV.06), "Lancia 100 anni. Italian design" (Milano, aprile 2005). E' stato responsabile scientifico del "Progetto Portaluppi" per conto dell'omonima Fondazione e dal 1995 è responsabile editoriale per il settore Design ed Architettura della casa editrice Skira. Dal 2001 al 2004 è coordinatore del settore architettura e urbanistica della Triennale di Milano nonché membro del suo comitato scientifico.Attualmente è coordinatore della Scuola di Design Naba, Milano.
E, a fine serata, un riconoscimento particolare è andato all’Architetto Riccardo Blumer la cui sedia è ora esposta al Moma di New York.




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venerdì 14 gennaio 2011

MOSTRA A VILLA BARAGIOLA: PROGETTO "DIPLOMA 2010"

110 e lode a Diploma 2010!
Per un intero anno la città di Varese è stata al centro dei progetti, degli studi e delle indagini dei diplomandi della prestigiosa Accademia di Architettura di Mendrisio, fondata da Mario Botta: questo iniziativa, intitolata progetto "Diploma 2010" è stata possibile grazie all' Ordine Architetti Varese, prima realtà territoriale che ha creduto in questo progetto, ponendo i presupposti perchè l'Accademia riuscisse a realizzarlo.
L'entusiasmo dell'Ordine Architetti ha contagiato un ampio pubblico, costituito da esperti del settore, ma anche da cittadini di Varese, interessati a seguire direttamente gli step del progetto, partecipando, in prima persona ad eventi come le conferenze tenute a Villa Panza tra gennaio e aprile e accorrendo numerossimi a Villa Baragiola nel giorno dell'inaugurazione della mostra conclusiva, lo scorso 13 gennaio.
Protagonisti della mostra e, quindi, di progetto "Diploma 2010", gli studenti dell'Accademia che, coordinati da professori-architetti di fama internazionale (Michele Arnaboldi, Martin Boesch, Esteban Bonell, Mario Botta, Marianne Burkhalter e Christian Sumi, Antonio Citterio, Marc-Henri Collomb, Francisco e Manuel Aires Mateus, Quintus Miller, Valerio Olgiati e Jonathan Sergison) hanno elaborato numerose proposte per dare un nuovo volto ad alcune zone di Varese: dalle Stazioni ferroviarie a Piazza Repubblica, dal lago di Varese al Cimitero Belforte, dalle ex industrie Aermacchi a piazzale Staffora, molti punti fondamentali della città sono stati ripensati sia dal punto di vista formale che funzionale.
Dopo un anno di intenso lavoro, il frutto dell’impegno di studenti e professori è stato mostrato a Villa Baragiola: un folto pubblico di architetti, ma anche di cittadini di Varese interessati a vedere le trasformazioni della propria città, è accorso all’inaugurazione della mostra, momento conclusivo di un percorso che ha riscosso un grande interesse generale. A presentare la mostra, gli Architetti Valentin Bearth e Mario Botta, l’Architetto Andrea Ciotti, il Sindaco Attilio Fontana e l'Assessore Fabio Binelli. Dopo l'introduzione da parte dell'Architetto Andrea Ciotti, sono seguiti gli elogi del Primo Cittadino che ha descritto la mostra come una grande opportunità per riflettere sulla città, per trarre spunti che aprano numerose discussioni e quello dell’Assessore Binelli, soddisfatto dei risultati di questa iniziativa.
La parola è poi passata all’Architetto Valentin Bearth che, dopo aver ringraziato studenti e professori per aver lavorato duramente, ha spiegato come “Diploma 2010” possa rappresentare un’opportunità per i giovani architetti e un’occasione per il Comune di Varese per prendere in esame il futuro della città. A concludere la presentazione, l’Architetto Mario Botta che ha definito questa mostra come una “festa per la città di Varese” e si è soffermato sull’importanza della città quale punto di riferimento attraverso la quale leggere il mondo globalizzato.
Questa importante esperienza condotta dai diplomandi dell’Accademia di architettura di Mendrisio su Varese è stata realizzata grazie al patrocinio dell' Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Varese, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Varese, Comune di Varese, della Provincia di Varese, della Regione Lombardia e della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Varese, con la collaborazione del FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano - e con il sostegno di ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili Varese, Norlight e Teamwork.
La mostra a Villa Baragiola, che rimarrà aperta fino al 20 febbraio, chiude il percorso degli studenti di Mendrisio, ma apre al Comune di Varese e a tutta la cittadinanza molte opportunità e occasioni di riflessioni e spunti per far crescere e migliorare la città perché, come ha affermato Mario Botta all'inaugurazione, “la città è un bene supremo dell’umanità e solo in essa ci sentiamo veramente parte della storia” .

http://www.varese110elode.ch/

http://www.artevarese.com/av/view/news.php?sys_tab=20000&sys_docid=6468




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